La fragile facciata dell’inclusione

In molte scuole italiane si aggirano delle coppie simbiotiche immerse in bolle  più o meno permeabili al resto del mondo, in base a fattori imperscrutabili*: sono gli alunni “seguiti dall’insegnante di sostegno”, secondo la dicitura in voga tra gli addetti ai lavori. Il patto di ferro che ne accomuna i destini si chiama  “centoquattro” (la famosa legge 104), ed è cementato da una comoda consuetudine di delega più o meno ampia in base a feroci parametri burocratici: prima di tutto lo studente deve aver conseguito l’articolotre, cioè la certificazione di invalidità che gli conferisce appunto l’ambito titolo di alunno H (in gergo professionale si dice Acca o Alunno Certificato). Ma questo è solo il primo passo, perché nella scuola di oggi quello che fa la vera differenza è il Comma.  Funziona così: commauno=invalido semplice=meno ore di insegnante di sostegno; commatre=invalido grave=più ore di insegnante di sostegno** (il commauno insomma vale di meno).

Con un po’ di fortuna, se sei un commatre e vivi in un comune non in bancarotta, la coppia si trasforma in triangolo con la comparsa del mitico AEC, il vero superdelegato all’integrazione scolastica.

Una volta ottenute queste risorse, la persona del bambino è definitivamente  schiacciata sui suoi bisogni speciali e sulle sue esigenze di assistenza,  diventando l’appendice dell’insegnante di sostegno o dell’educatore di turno. Dove va uno, segue l’altro. Tollerati  nel gruppo-classe come il brutto soprammobile ereditato dalla nonna del quale non riusciamo a disfarci.

Con questi presupposti non dovrebbe scandalizzarci più di tanto uno scenario di riapertura della scuola dove le disposizioni impartite  da Dirigenti Coraggiosi supportati da Responsabili della Sicurezza Competenti potrebbero essere: “Fuori il corpo estraneo, ci fa sballare i parametri dello spazio vitale”.

“Nessuno resterà indietro” si potrà leggere, in questi casi, come un’esortazione al Nostro Valoroso docente di sostegno, armato di visiera e guanti, a “SEGUIRE” il “SUO” alunno nel corridoio, in nome della sicurezza.

-Nel Piano Scuola 2020-21 (vedi in particolare pagina 7) possiamo ben riconoscere questa concezione separatista della figura dell’insegnante di sostegno:

https://www.miur.gov.it/documents/20182/2467413/Le+linee+guida.pdf/4e4bb411-1f90-9502-f01e-d8841a949429?version=1.0&t=1593201965918 <————-(Clicca il Link)

-Intanto si fa strada il principio di accomodamento ragionevole:

https://www.unicef.it/Allegati/Convenzione_diritti_persone_disabili.pdf <————-(Clicca il Link)

https://welforum.it/proposito-disabilita-accomodamento-ragionevole/ <————-(Clicca il Link)

*Qualcuno però, nel mondo accademico della ricerca applicata alla didattica, si dà la pena di dedicarsi scrupolosamente all’analisi di questi fattori. Vedi: http://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/458#.X1SvBtVLnLc.gmail <————-(Clicca il Link)

**Per comodità del lettore, riporto qui i due commi citati

Art. 3

                       Soggetti aventi diritto

c.1. E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica,psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che  e’  causa  di difficolta’   di   apprendimento,  di  relazione  o  di  integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale  o di emarginazione.

c.3. Qualora  la  minorazione,  singola  o  plurima,   abbia ridotto

l’autonomia   personale,  correlata  all’eta’,  in  modo  da rendere necessario un intervento  assistenziale  permanente,  continuativo  e globale  nella  sfera  individuale  o  in  quella  di  relazione,  la situazione   assume   connotazione   di   gravita’.   Le   situazioni riconosciute  di gravita’ determinano priorita’ nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

 LEGGE 5 febbraio 1992, n.104 Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

 (GU Serie Generale n.39 del 17-02-1992 – Suppl. Ordinario n. 30)


Età media dei docenti italiani

Da “La Tecnica della Scuola”
fonte(Edscuola)

Quanti sono i docenti italiani? Secondo gli ultimi dati disponibili, all’anno scolastico 2017-2018, sono oltre 730mila i professori di titolari. Oltre 30mila docenti ha più di 54 anni.

Ecco la suddivisione per classe di età e ordine di scuola
Fino a 34 anni
Infanzia 3,6% (3.120)
Primaria 4,4% (10.746)
Scuola media 2,8% (4.461)
Scuola superiore 1,8% (4.520)

35-44 anni
Infanzia 21% (18.422)
Primaria 22,2% (54.732)
Scuola media 21,8% (34.216)
Scuola superiore 16,1% (39.467)

45-54 anni
Infanzia 37,4% (32.857)
Primaria 38,2% (94.139)
Scuola media 34,6% (54.345)
Scuola superiore 34,6% (86.136)

Oltre 54 anni
Infanzia 38,0% (33,349)
Primaria 35,2% (86.820)
Scuola media 40.8% (64.231)
Scuola superiore 47.5% (116.682)