Citazioni incomprese dal libro Cuore

La maestrina dalla penna rossa
Citazioni incomprese dal libro Cuore
Siamo ad un corso di aggiornamento/formazione di Istituto su “la Gestione della Classe”. La formatrice, una “giovane” sulla trentina entusiasta e preparata, ci propone di indicare un nostro modello ideale di insegnante: rimango sorpresa, come la stragrande maggioranza dei miei colleghi, del fatto che la mia risposta, “la maestrina dalla penna rossa”,  necessiti di una spiegazione circostanziata. “È un personaggio del libro Cuore di De Amicis”, dobbiamo spiegarle. Lei dichiara candidamente di non conoscere il testo. Questo mi fa riflettere… La mia prima reazione è: “quindi si può venire a tenere corsi per insegnanti ignorando questi riferimenti fondamentali?”. La cosa mi incuriosisce: siamo noi classe docente attuale che abbiamo un’età media troppo alta, portatori di un bagaglio culturale ormai obsoleto, la maestrina dalla penna rossa, Garrone, Franti, per non parlare del muratorino, di Ferruccio… Un panorama che ci è così familiare,  nei nuovi orizzonti di riferimento della scuola  non trova più posto? O è la formazione culturale di questa psicologa relativamente fresca di studi ad essere limitata? Non fosse altro che per comprendere i riferimenti di chi ha davanti, non dovrebbe conoscere il libro Cuore? Una mia collega quest’anno lo ha proposto come attività: si ascolta la maestra che legge, poi si riflette sui temi proposti. Il quesito è: il libro Cuore ha ancora qualcosa da dirci?

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